piove. in auto, lampeggianti sfocati, scie di fumo che invadono la gola e sfocano la vista. colori, luci, persone, volti che non riconosco.voci, clacson,...
e poi la minaccia... la vedo cosi. come una minaccia.
il nostro mondo chiuso, senza volti, senza voci, senza intromissioni, si apre. come una ferita che si dilata, e il sangue sembrano le nostre parole.
nessuna conferma, solo le mie paure. solo le mie più remote ansie, che ancora una volta vengono a galla, come un cadavere in un lago.
come una cosa da tacere per scaramanzia...
riapro gli occhi, mi volto, continuo a non distinguere nulla. nessuna voce amica, nessun corpo da abbracciare. solo tanti sbagli commessi dalla mia paura. solo tante cose che temevo e che una ad una si realizzano per darmi quella ragione, che mai nessuno, nemmeno io, volevo avere.
non sono stato smentito... e la paura che non sarò smentito neanche in futuro mi fotte. mi fa tremare, mi da brividi poco piacevoli, mi dà problemi di giorno e lacrime di notte.
e riscopro che tutto quello di cui ho paura, che tutto quello che per anni ho temuto, sono io. sono i miei pensieri. è sempre stato il mio modo di agire rivolto verso gli altri.
non ho mai fatto di tutta l'erba un solo fascio, ho solo paragonato le persone a me. le ho solo affibbiato gli stessi difetti e gli stessi sbagli che ho commesso, e che continuo a commettere.
e il coraggio di parlare manca a me, anche se nessun volto mi sembra amico, anche se nessuna voce mi da conforto, io mi vergogno. e resto zitto, fra cose,luci e ombre che non riconosco attraverso la finestra rigata dalla pioggia.


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